Perda ’e Liana: il tacco di roccia che ingannò un generale

Eccellenze

Perda ’e Liana:
il tacco di roccia che ingannò
un generale sabaudo

Autentica e incontaminata, la costa est della Sardegna è la meta ideale per chi ama le spiagge più selvagge, ma è anche il luogo ideale per scoprire le bellezze della regione storica dell’Ogliastra, come Perda ’e Liana, un tacco di roccia alto a sufficienza per trarre in inganno un esperto generale sabaudo.

Perda ’e Liana è una montagna, un torrione, un immenso tacco che sbuca dal terreno e dalla cui cima è possibile dominare le vallate circostanti, ma è anche un elemento tradizionale del territorio che richiama l’antica storia nuragica della Sardegna.

Le origini di questa attrazione sono da ricercare nell’erosione della copertura calcarea del Giurese avvenuta nel corso di milioni di anni. Oggi è il più elevato dei tacchi presenti in Ogliastra con i suoi 1293 metri. La parte superiore ha una forma cilindrica, un diametro di 100 metri e un’altezza di 50, da lontano sembra spuntare dal terreno.

Ma la storia di questa altura si intreccia con quella di tutta l’isola perché per tradizione si pensa che le tribù nuragiche si riunissero in consiglio alla sua base. Forse furono proprio questi racconti a suggestionare il generale sabaudo Alberto La Marmora che credette di vedere un Nuraghe sulla cima del torrione quando questo invece non c’era. Il tacco nasconde altri misteri antichi, si racconta infatti che un pastore sardo avesse lì ritrovato un tesoro di monete cartaginesi.

I viaggiatori più fantasiosi potranno trovare un’infinità di storie su Perda ’e Liana e sulla sua bellezza immobile: circondato dalla macchia mediterranea e dagli animali più selvatici come aquile, falchi, avvoltoi e mufloni.

Tuttavia, è necessario fare attenzione e rispettare un luogo così antico. Chiedano, i turisti, agli abitanti della Sardegna cosa accade intorno al monumento… Scopriranno una leggenda fatta di riunioni e conclavi di demoni e uomini disposti a tutto pur di diventar ricchi, persino a vendere la propria anima…

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